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La Sky Marathon più alta d'Europa - con 5 km oltre i 3000 m slm

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arc isere

Abbiamo voluto iniziare questa documentazione da un punto fisso e certo, infatti 2.224 anni fa la configurazione geografica era pressoché uguale ad oggi, ma mancavano le conoscenze topografiche dettagliate del territorio e pochissimi i nomi di fiumi o monti di riferimento, le indicazioni sono quasi sempre riferite alle popolazioni residenti. A noi è difficile immaginare quei tempi e siamo propensi a vederli come popolati da uomini ignoranti e sprovveduti, ma non è così e per chiarire meglio l’affresco storico che ci apprestiamo a presentare ci avvarremo del testo di Polibio, qui riportato in corsivo.

cartina popoli

Passi alpini conosciuti:

•1- Herculea
(Litoranea di Albintimilium)
•2- Mons Matrona
(Monginevro)
•3- Alpis Graia
(Piccolo S.Bernardo)
•4- Alpis Poenina
(Gran S.Bernardo)

 

Per una lettura completa si rimanda al libro "Valli di Lanzo Vol I" ed a "La Druida di Margun"

 

 

1°giorno
“Annibale, dopo una marcia ininterrotta di quattro giorni, dal punto del traghetto (passaggio del Rodano) giunse alla località chiamata Isola, terra popolosa e ricca, così denominata per la sua caratteristica configurazione. Ai suoi lati scorrono infatti da una parte il fiume Rodano e dall’altra parte quello chiamato Isara (odierno Isère), che confluiscono poi, dandole una forma a punta … mentre qui il terzo lato è formato da montagne aspre e, si può dire, quasi inaccessibili (massiccio della Grande-Chartreuse a nord di Grenoble).”

 

2°giorno
“… essendo i Cartaginesi preoccupati di dover attraversare il territorio dei Galli chiamati Allobrogi, si mise alla retroguardia con le sue forze e rese sicura la marcia, finchè essi giunsero ai piedi del passo alpino.”


12°giorno
“Annibale, percorsi in dieci giorni quasi ottocento stadi (circa 145 km), lungo il fiume (probabile l’Isère) iniziò la salita delle Alpi, che gli costò gravissimi pericoli. Finchè infatti i Cartaginesi erano stati in terreno pianeggiante, i vari capi degli Allobrogi li avevano lasciati in pace, temendo da una parte la cavalleria, dall’altra i barbari che li scortavano: quando invece questi si furono allontanati verso la loro patria e le forze di Annibale cominciarono a internarsi in terreno difficile, i capi Allobrogi, raccolte le forze necessarie , occuparono preventivamente le posizioni che dominavano i passaggi obbligati di Annibale e delle sue forze.


13°giorno
“… Lo stratega dei Cartaginesi infatti, informato che i barbari si erano preventivamente impadroniti delle posizioni strategiche, accampatosi si fermò al principio della salita e mandò innanzi alcuni Galli che gli facevano da guida, a esplorare il piano e le intenzioni degli avversari. Questi eseguirono il compito loro assegnato e il generale, resosi conto che i nemici di giorno sorvegliavano e custodivano diligentemente le posizioni, ma di notte si allontanavano alla volta di una vicina città, adattandosi alla loro tattica, formulò questo piano. Avanzò insieme all’esercito apertamente e, avvicinatosi alle posizioni difficili, si accampò non lontano dai nemici, poi lasciò lì la maggior parte delle truppe e, con un certo numero di soldati scelti armati alla leggera, varcò la gola e si impadronì a sua volta delle posizioni precedentemente occupate dai nemici, mentre i barbari, come erano soliti fare, si erano ritirati nella città.


14°giorno
-omissis-
... Nel frattempo egli attendeva gli inviati dei Celti: era informato infatti della fertilità del territorio sottostante alle Alpi e presso il Po, della densità della popolazione, del suo valore in battaglia e, quel che più contava, della sua ostilità verso i Romani... Confidava dunque vivamente nell’aiuto dei Celti, faceva ogni genere di promesse e curava che fossero mandati ambasciatori tanto ai capi dei Celti transalpini, che a quelli dei Celti Alpini, nel convincimento che avrebbe potuto fare la guerra contro i Romani in Italia solo se, superate le precedenti difficoltà del terreno, fosse riuscito a giungere nella pianura padana e ad approfittare, per l’impresa progettata, dell’attivo ausilio dei Celti ... (Si immagini che ambasciatori dei Boii, da Bologna giunsero fino ad Aix en Provance per conferire ed accordarsi con Annibale) ... Egli stesso, riunite le truppe, introdusse nell’assemblea Magilo e gli altri principi (Boii) venuti con lui dalla pianura padana ... di condurli per luoghi nei quali, senza mancare di alcuna delle cose necessarie, avrebbero insieme compiuto per la via più breve e senza pericolo la marcia verso l’Italia ... (I Boii non conoscevano la nuova via sulle Alpi, quindi misero a disposizione di Annibale uomini esperti per guidarlo e loro tornarono in patria per la via abituale).

-omissis-

 

scudo celticoE' doveroso segnalare un episodio significativo che riguarda la nostra storia. Il Cibrario,  accenna al ritrovamento di un’iscrizione su roccia rinvenuta presso il Pera Ciaval. Nel suo “Lettre sur la route qui conduisait anciennement par la Vallée d’Usseil, de Piémont dans la Haute Maurienne” del 1830, il ritrovamento a sud-est del Lago della Rossa era “...environ douze mètres de hauteur, sur trois quarts de mètre de largeur...”. In un’estate particolarmente calda, il ghiacciaio ha lasciato uscire un lastrone che riportava inciso, tra altre scritte, anche il nome di Annibale. Nuovamente ricoperto da una valanga, fu nuovamente visibile nel 1824 e, come conferma lo stesso Cibrario fu visto da parecchi testimoni degni di fede, tra cui il Vaccarone (avvocato e paleografo 1849-1903) ed il Clavarino. L’esistenza di questo reperto è anche confermata da documenti epistolari del 1925 quando le “autorità” locali si compiacevano del fatto che “ per fortuna” questo non fosse più stato rinvenuto. (Erano i tempi dei “Figli della Lupa” e la storia patria si fermava a Roma ). Forse fu nascosto da qualcuno con l’intento di portarlo a valle ed essere venduto. Comunque non fu mai più ritrovato. Possiamo aggiungere che, anche grazie ai  nostri articoli, l’interesse per questa questione si è risvegliata e ci sono proponimenti di ricerca sul posto per vedere di ritrovare questo reperto o altri (non di certo le zanne degli elefanti come qualche “Autore” poco informato ha scritto in un suo libro) che possano portare ad un approfondimento sostanziale di questa tesi.

 

CharbonelleQuesto poteva essere il paesaggio che vide Annibale prima di avventurarsi sul valico per l’Italia. La sola differenza è che queste foto sono state scattate il 10 ottobre, e la neve è già abbondante sulle cime, mentre lui è passato appena prima che iniziassero le prime nevicate.

Questo lunghissimo vallone parte dalla Valle dell’Avérole ed arriva circa al Colle dell’Autaret (3071 m). La sua percorrenza non comporta alcuna difficoltà, si può dire solo che è un vallone laterale ancora oggi nascosto e poco conosciuto.

vallone lombarde

 

Come abbiamo già detto, nel 218 a.C. la conoscenza del mondo allora conosciuto, era limitata alla denominazione delle popolazioni residenti in una certa regione o pochi riferimenti certi. E questa scarsa conoscenza geografica Polibio la ammette ma era impossibile sapere di più. 

Per quanto riguarda le Alpi i passi alpini erano pochi e, nel nostro caso, dobbiamo escludere sia il Monginevro che il Moncenisio, perché conosciuti, e quindi Polibio avrebbe riportato il loronome (Mons Matrona e Mons Moueini), lo stesso dicasi del Piccolo San Bernardo (Alpis Graia). Sia la Valle di Susa che la Valle d’Aosta hanno però altre indicazioni che fanno escludere il passaggio presso di loro; le popolazioni e le città. In Val di Susa esisteva già Susa, (la Segusium romana) e quindi se fosse passato di qui sicuramente sarebbe stato annotato da Polibio. Susa al tempo di Annibale era un'alleata di Roma e non un piccolo villaggio sperduto nelle foreste. In Val d’Aosta abitavano i Salassi, popolazione forte e guerriera che sarà poi sconfitta molto più tardi, ed anche in questo caso Polibio non li nomina. In tal caso, comunque, i tempi di percorrenza della traversata non coinciderebbero.

 

.. Men­tre dunque alla partenza, dopo la traversata del Rodano, Annibale disponeva di trentottomila fanti e di più di ot­tomíla cavalieri, varcando le Alpi, come ho detto piú sopra, aveva perduto quasi la metà dei suoi effettivi. I superstiti poi, a causa delle fatiche ininterrotte che ab­biamo descritto più sopra, si erano come inselvatichiti nel volto e nel resto della persona. Prendendosi dunque gran cura delle loro necessità, Annibale cercò di ristorare il cor­po e lo spirito dei suoi uomini e anche dei cavalli. Quindi, riavutosi l'esercito, poiché i Taurini, abitanti proprio ai piedi della catena alpina, erano in lotta con gli Insubri e si mostravano diffidenti dei Cartaginesi, dapprima li invitò all'amicizia e all'alleanza: non avendolo essi ascoltato, cinse d'assedio la più importante delle loro città e in tre giorni la espugnò. Massacrando quanti gli si erano opposti, ispirò un tale terrore nelle tribú barbariche delle vicinanze, che, immediatamente esse si presentarono tutte a fare offerta di resa.

 

Uno dei concetti forse più difficili da comprendere oggi, sono le realtà tribali o di nazioni esistenti oltre duemila anni or sono. Guardando questa valle francese ci pare ovvio che gli abitanti di Margone siano cittadini italiani e quelli di Avérole siano francesi; lo dice lo spartiacque alpino! Ma la realtà un tempo era ben diversa. Come abbiamo visto in questo articolo, parliamo sempre di valli alpine che si intersecano, ma questo non vuol dire che non fossero transitabili, a piedi, per buona parte dell’anno. Qualsiasi tribù allobrogina quindi poteva percorrere questa valle e fermarsi a Malciaussia, infatti non c’erano altre tribù concorrenti. I taurini abitavano al fondo delle Alpi, all’inizio della pianura padana mentre i Cozi erano stanziati nell’altro versante, nella odierna Valle di Susa, più a Nord (vallone di Sea) invece le Alpi sono quasi inaccessibili (salvo pochi passaggi a livello alpinistico) per un lungo tratto, fino quasi a Ceresole.

 

-omissis-

La complessità dell’interpretazione di Polibio è anche data dal fatto che chiama Galli tutte le popolazioni celtiche che abitavano le Alpi. Se sappiamo che i Boi, gli Insubri ed i Taurisci combatterono a Talamone con Annibale, quali furono le popolazioni che lo assalirono per tutto il percorso? Oltre agli Allobrogi (diventati suoi alleati quando videro la forza della sua vendetta) anche i Taurini furono suoi nemici, tanto che distrusse la loro città. Eppure le guide sulle nostre montagne dovevano per forza essere gli abitanti di questi luoghi chi mai poteva conoscere un passo così semplice ma così nascosto? Ricordiamo che gli Allobrogi affidarono l’esercito di Annibale a guide di altre tribù per la traversata e che gli ambasciatori Boi ritornarono a Bologna attraverso il passo che avevano fatto all’andata e cioè un passo conosciuto il Mongivevro o il Moncenisio.

MoncenisioQueste sono quelle che diventeranno le Alpi Cozie, abitate da popolazioni che prenderanno il nome di Cozi, da re Cozio alleato dei Romani. Al tempo di Annibale poco o nulla sappiamo della loro città, la futura Segusio. Se Annibale fosse sceso da questi passi, Susa sarebbe stata distrutta.

 

Polibio parla di neve, ghiaccio e valanghe sul passo. Il Col Savine è solo un 2470 m ed il Colle del Moncenisio 2081 m ed è quindi improbabile che si possano avverare queste condizioni di tempo avverso nell’autunno. Diverso il discorso al Colle Autaret a 3007 m.

-omissis-

 

Quattro cose per capire da dove sia passato Annibale

Per la gente del posto, un 3071 m come l’Autaret non ci fa certo paura, e non parliamo poi del Monginevro o del Moncenisio ...! Il discorso cambia se gli Autori che scrivono provengono dalle calde regioni del centro o sud Italia o dalla Grecia (come Polibio) ed allora le Alpi fanno veramente paura, e la loro maestosità incute timore:
1) "La discesa delle Alpi fu tremenda", alcuni Autori ridicolizzano Napoleone che la definì una passeggiata (ed aveva ragione) perché non esistono dei tratti esposti e quindi molto pericolosi.
2) Polibio parla di neve dura e neve fresca. Può benissimo succedere a 3071 che avesse già nevicato a settembre e poi ancora durante il passaggio dell’esercito (ma questo è difficile che succeda sul passo di Col Clapier a 2477 m).
3) Secondo Alcuni autori i pendii sono esposti a tramontana ed i soldati sprofondavano nei crepacci, anzitutto Polibio non ha mai parlato di crepacci che non ci sono né all’Autaret ed ancor meno al Monginevro, né sono esposti a nord e quindi a tramontana.
4) In genere si ritiene che i Taurini abitassero sia la Val di Susa che le Valli di Lanzo, ciò non corrisponde al vero poiché i Taurini abitavano solo la pianura e i Graioceli erano stanziali sulle Alpi. E' vero che il passaggio all’Autaret è abbastanza semplice ma bisogna capire che cosa rappresentò per l’epoca e per i secoli seguenti: “...fu un’impresa che le menti più immature giudicarono guidata dagli dei, poiché non potevano concepire che un uomo con un esercito al seguito potesse osare tanto...”.

-omissis-

Le guide alpine di Annibale

“... Annibale dunque, a differenza di quanto scrivono questi storici, usò grande prudenza in questa sua impresa. Difatti si era minuziosamente informato della fertilità del territorio nel quale pensava di discendere e dell’ostilità degli abitanti verso i Romani; per le difficoltà del cammino si servì di indigeni pratici, che intendevano partecipare alla sua impresa avventurosa ...” Se fosse passato dalla Val di Susa, queste notizie sarebbero state sulla bocca di tutti poiché tutti conoscevano i passi della valle, la sua fertilità e le sue popolazioni. “... Egli stesso, riunite le truppe, introdusse nell’assemblea Magilo e gli altri principi (secondo Livio si tratta di Boi) venuti con lui dalla pianura padana e per mezzo di un interprete rese note ai soldati le decisioni prese da quelli. Fra i vari argomenti, tre erano particolarmente efficaci a incoraggiare le truppe: prima di tutto la materiale presenza di persone che venivano a chiedere aiuto e si dichiaravano pronte a partecipare alla guerra contro i Romani: secondariamente la promessa, che pareva degna di fede, di condurli per luoghi nei quali, senza la mancanza di alcuna delle cose necessarie, avrebbero insieme compiuto per la via più breve e senza pericolo la marcia verso l’Italia ...”

AutaretIn alto il passo dell’Autaret visto dalla cima della Costan, come si può vedere, Annibale non ha dovuto faticare per giungere su questa vetta e scorgere la Pianura Padana. Sotto, la discesa più ovvia verso il fondovalle è questa sui declivi prativi, se al passo siamo a 3071 m, si scende subito, con facile discesa ai 1900 m circa del Vallone de la Lombarde ed ai 1812 di Pietramorta dove l’esercito si è fermato per due giorni. E’ ovvio che non si è fermato al passo ai 3000 ma appena più sotto con erba, acqua e spazio in abbondanza. NB. Dal Colle di Spiol fino alla fine dell’800, funzionava un regolare servizio di posta a cavallo.

Autaret1

 

panoramica tracciato annibale

In questa panoramica è racchiusa tutta la nostra teoria circa il passaggio di Annibale in val di Viù. La discesa nel Vallon Costan e nel Vallone de la Lombarde è ancora riportata nelle carte geografiche odierne, solo che essendo in disuso è segnalata a tratteggio ad indicare che sono solo tracce e non sentiero battuto. La discesa dai 3000 m dell’Autaret ai 1900 m di Malciaussia si può percorrere al massimo in quattro ore, per un esercito che è in marcia da mesi, stremato e desideroso di riposo, non è altro che una piacevolissima gita.

 

Per una relazione più approfondita si rimanda ai testi:

-Valli di Lanzo Touring Vol I

-La Druida di Margun - Hanniba'al

 

 

Eexica